V a c c i n i sperimentali: nel breve termine rischi e benefici numericamente si equivalgono

Il prof. Morago, che abbiamo già incontrato (link), ci segnala uno degli studi più rigorosi pubblicati finora. Una analisi prudente stima che per 100.000 inoculazioni dobbiamo accettare 4 decessi e 16 eventi avversi gravi da v a c c i n o, per salvare tra 2-11 vite da morte per C o v i d – 19. Rischi e benefici appaiono, così, a un livello molto simile. Gli autori concludono che i governi dovrebbero ripensare i piani v a c c i n a l i attuali e utilizzare i v a c c i n i molto più discretamente, soltanto con quelli che si sentano più a rischio di malattia e decidano di accettare i rischi derivati dai nuovi farmaci sperimentali.

Dallo studio si evincono 3 ulteriori criticità da tenere presente nella valutazione:

1 – gli eventi avversi possono risultare sottostimati fino al 95%

2 – si tratta comunque solo degli eventi avversi a breve termine

3 – gli eventi avversi gravi o fatali colpiscono anche o specialmente persone giovani e sane, mentre i decessi per C o v i d – 1 9 riguardano per il 97% persone molto anziane con gravi patologie

Ciò significa che già ora , nel breve termine, rischi e benefici si equivalgono solo nell’apparenza numerica, ma nella sostanza i rischi invece prevalgono per le persone sane sotto gli 85 anni. Se mettiamo nel computo anche la quota di eventi avversi non rilevata dalla farmacovigilanza passiva attualmente in corso, e quelli che certamente sì verificheranno nel medio-lungo termine, è assai probabile che il fattore rischio predominerà nettamente. Non c’è dunque tempo da perdere – avvertono gli autori dello studio – per rivedere radicalmente le campagne v a c c i n a l i in corso.

Link:

https://www.mdpi.com/2076-393X/9/7/693/htm

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