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Siyum Masechet Yoma: attenzione agli ipocriti

Si conclude oggi lo studio del trattato talmudico di Yoma, “ Il giorno”, che contiene le regole riguardanti il “giorno” per eccellenza, lo Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione, assieme ad una descrizione storica delle cerimonie svolte dal Sommo Sacerdote in quel giorno.

“Da tutti i vostri peccati sarete purificati davanti al Signore”. Su questo versetto Rabbi Eleazar ben Azaryà fondò il sublime insegnamento: “Per le trasgressioni dell’uomo contro Dio, il Giorno dell’Espiazione effettua espiazione (a condizione che vi sia pentimento da parte del peccatore); ma per le trasgressioni contro il prossimo il Giorno dell’Espiazione non espia, finché il trasgressore non si sia rappacificato col suo prossimo e non abbia riparato al torto che gli ha fatto”.

Un particolare comportamento che ricorre molte volte nella pagine del trattato per venire criticato e stigmatizzato dai saggi del Talmud è l’ipocrisia. Evidentemente i nostri maestri consideravano particolarmente grave questo peccato del “predicare bene e razzolare male”, tanto da esprimere in molti modi diversi e con parole particolarmente dure la loro riprovazione.

il pentimento ed il digiuno di Kippur hanno insieme il potere di effettuare l’espiazione di quasi tutti i peccati per i quali l’uomo viene punito, anche i più gravi. Vi è un’unica eccezione: si tratta del peccato di “Chillul Ha-Shem”, cioè della profanazione del nome di Dio. Chi si è macchiato di questo peccato, non può in nessun modo espiare la sua colpa in vita.

Ma cosa si intende per “profanazione del nome di Dio”, e cosa c’entra con l’ipocrisia?

Il comandamento “Amerai il tuo Dio” significa anche che, attraverso il tuo esempio, porterai gli altri ad amare Dio. Questo si ottiene studiando, frequentando i maestri ed avendo dei modi corretti ed educati negli affari ed, in generale, nel rapporto con gli altri. In questo modo si compie il “Kiddush Ha-Shem”, la Santificazione del nome di Dio, che è l’esatto opposto della sua profanazione. Quando invece qualcuno ha studiato Torà, tuttavia non la mette in pratica e si comporta ipocritamente in modo scorretto con gli altri, compie una profanazione del nome di Dio (86 a).

Vale dunque la pena fare molta attenzione all’ipocrisia ed alle persone ipocrite, cioè quelle che non sono come si presentano. Questo tipo di persone è assai comune, altrimenti i nostri Maestri non avrebbero speso così tanta energia ad ammonirci nei loro riguardi a diverse riprese, ma è anche assai pericoloso.

È proprio nei loro riguardi che i nostri Saggi ci hanno voluto mettere in guardia in questo trattato: si tratta infatti di truffatori, che dobbiamo imparare a riconoscere e ad identificare il prima possibile.