In memoria di Chris Cornell

Sono da poco trascorsi quattro anni da quando Chris Cornell dava le sue dimissioni da questo mondo, tra il 17 ed il 18 Maggio 2017. Mi piace riportare le parole con cui Tom Morello descriveva la sua voce all’esordio della sua collaborazione con Chris: “He stepped to the microphone and sang the song and I couldn’t believe it. It didn’t just sound good. It didn’t sound great. It sounded transcendent.”

Le parole con cui Tom Morello descriveva la voce di Chris Cornell mi sono particolarmente care, perchè identificano in modo assolutamente corretto e preciso la funzione del canto, che consta proprio nell’elevare lo spirito umano verso la Trascendenza, come dice il versetto della Torà che si è letto poco dopo la sua morte (par. Nasò, Num IV,47): <<il Servizio divino del Servizio divino>>. Cos’è questo servizio divino che serve ad un altro servizio divino? Si chiede il Talmud, che risponde (Arachin 11a): <<Si tratta del canto>> .

Il canto è anche l’unico Servizio divino superstite e ancora praticabile, dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme. Ascoltiamo dunque la voce trascendentale di Chris Cornell, accompagnato alla chitarra da Tom Morello, in una delle sue canzoni con gli Audioslave che ci hanno dato gioia per tanti anni e che rimarranno con noi per sempre, elevandoci un po’ per volta verso quella Trascendenza che Chris ha già raggiunto definitivamente quattro anni fa: “Be Yourself”

<<Even when you’ve paid enough

Been pulled apart or been held up

Every single memory of the good or bad

Faces of luck

Don’t lose any sleep tonight

I’m sure everything will end up alright

You may win or lose.

But to be yourself is all that you can do>>

https://rumble.com/vhve5d-audioslave-to-be-yourself.html